Gli ambiti della Continuità Operativa dei siti web
Un sito può essere sicuro e allo stesso tempo non funzionare correttamente. Può essere molto veloce ma diventare inutilizzabile quando aumenta il traffico. Può essere monitorato continuamente mentre una funzione importante ha già smesso di funzionare.
Per questo è utile distinguere gli ambiti che contribuiscono alla Continuità Operativa e capire quale ruolo svolge ciascuno di essi.
Sicurezza, Performance e Monitoraggio non sono la Continuità Operativa. Sono prospettive diverse che aiutano a proteggere la capacità del sito di continuare a svolgere il proprio lavoro.
Questa pagina serve proprio a fare chiarezza: capire cosa protegge la Continuità Operativa, cosa osserva il sito e quali aspetti non devono essere confusi tra loro.

La sicurezza protegge il sito, ma non coincide con la Continuità Operativa
Un sito può essere sicuro e continuare comunque a non svolgere il proprio lavoro. La sicurezza contribuisce alla Continuità Operativa proteggendo il sito da minacce, vulnerabilità e compromissioni che potrebbero impedirne il corretto funzionamento.
La performance non significa soltanto velocità
Un sito veloce non è necessariamente un sito affidabile. La performance riguarda anche la capacità del sistema di continuare a funzionare quando aumenta il traffico, cambiano le condizioni di utilizzo o le risorse vengono messe sotto pressione.
Un sito che risponde velocemente quando nessuno lo utilizza, ma rallenta o si blocca nei momenti importanti, non sta proteggendo la propria continuità operativa.
Un monitor che dice OK non significa che il sito stia facendo il suo lavoro
Il monitoraggio permette di osservare il comportamento del sito e di rilevare determinati problemi, ma ciò che viene controllato non coincide necessariamente con ciò che il sito deve fare.
Una home page può rispondere correttamente mentre un modulo non invia, un ordine non viene completato o un servizio importante ha già smesso di funzionare.
Per questo monitorare è fondamentale, ma monitorare non significa controllare tutto ciò che conta.
Un sito raramente lavora da solo.
Un processo può dipendere da posta, DNS, gateway di pagamento, CRM, servizi esterni o altri sistemi. Quando una di queste dipendenze è necessaria per permettere a un processo critico di continuare, diventa parte della Continuità Operativa del sito.
Disaster Recovery
Quando un evento grave rende indisponibile un sistema, non sempre è sufficiente risolvere il problema che lo ha causato.
Il Disaster Recovery riguarda la capacità di ripristinare sistemi, dati e infrastrutture dopo eventi che ne compromettono seriamente la disponibilità.
Per un sito web può significare dover recuperare il servizio dopo un guasto dell’infrastruttura, un incidente, una compromissione o un altro evento che impedisca al sistema di funzionare normalmente.
Non è però necessario trasformare ogni sito in un progetto di Disaster Recovery.
La domanda, anche in questo caso, è più semplice:
Se l’infrastruttura principale non fosse più utilizzabile, come potremmo tornare a far funzionare ciò che è importante?
È qui che entrano in gioco, tra le altre cose, backup, ripristino e ridondanza.
Avere un backup non significa necessariamente poter ripristinare un sito.
Una copia può essere incompleta, troppo vecchia o non utilizzabile quando serve. La continuità operativa richiede di capire cosa deve essere recuperato, quanto lavoro si può perdere e se esiste una possibilità concreta di tornare a una situazione funzionante.
La ridondanza non consiste semplicemente nel duplicare un componente
Due server, due connessioni o due sistemi possono condividere lo stesso punto di guasto. E la ridondanza può riguardare anche i processi: fare in modo che un singolo problema non faccia perdere ciò che il sito ha già prodotto.





