Sotto il cofano del sito web

Quando osserviamo un sito web vediamo ciò che compare sullo schermo.

Una homepage.

Un e-commerce.

Un modulo di contatto.

Un’area riservata.

È naturale.

Sono le parti con cui interagiamo ogni giorno.

Ma quello che vediamo è soltanto la superficie.

Sotto quella superficie esiste un ecosistema fatto di servizi, infrastrutture, configurazioni, procedure e persone che collaborano affinché il sito possa continuare a svolgere il proprio lavoro.

Finché tutto funziona, è facile dimenticarsene.

Un sito non è solo un sito

Quando un sito contribuisce al lavoro dell’azienda, ogni elemento che lo compone partecipa, direttamente o indirettamente, alla capacità del sito di generare valore.

È un sistema.

Ogni richiesta di contatto.

Ogni ordine.

Ogni prenotazione.

Ogni pagamento.

Ogni email.

Ogni integrazione.

Esistono perché molti elementi diversi lavorano insieme.

Alcuni sono visibili.

Molti altri no.

Sotto il cofano del sito internet

L’infografica non serve a spiegare come funziona un sito.

Serve a mostrare che ciò che normalmente chiamiamo sito web è soltanto la parte visibile di un ecosistema molto più ampio.

Ogni elemento rappresentato è, a sua volta, un sistema.

Non è necessario comprenderne il funzionamento.

È sufficiente sapere che esiste.

La complessità merita rispetto

La complessità non è un difetto.

È una caratteristica naturale dei sistemi che generano valore.

Il problema nasce quando la ignoriamo.

Quando pensiamo che modificare un sito significhi intervenire soltanto su ciò che vediamo.

Ogni sistema ha una propria storia.

Una propria configurazione.

Un proprio equilibrio.

Ed è proprio questo equilibrio che permette al business di continuare a funzionare.

Ogni cambiamento merita una domanda

Cambiare hosting.

Sostituire il CMS.

Integrare un nuovo servizio.

Aggiornare un componente.

Cambiare fornitore.

Sono decisioni normali.

Spesso necessarie.

Ma ogni cambiamento modifica, in misura diversa, l’equilibrio dell’ecosistema.

Per questo motivo, prima ancora di chiedersi come intervenire, vale la pena fermarsi un momento e chiedersi:

Che cosa potrebbe essere coinvolto da questo cambiamento?

Non serve conoscere tutte le risposte.

Serve sapere che la domanda esiste.

Non serve diventare un tecnico

Questa pagina non è stata scritta per spiegare il DNS, un server o un database.

Quello è il lavoro dei professionisti.

L’obiettivo è diverso.

Aiutarti a vedere il tuo sito con una prospettiva diversa.

Perché ciò che genera valore non è soltanto quello che appare sullo schermo.

È anche tutto ciò che continua a funzionare sotto la superficie.

 

Perché nasce questa riflessione

Nel corso degli anni ho osservato problemi molto diversi tra loro.

Una migrazione.

Un aggiornamento.

Un’integrazione interrotta.

Una configurazione modificata.

Un servizio che improvvisamente smette di funzionare.

Ogni volta cambiavano le tecnologie.

Cambiavano i professionisti.

Cambiavano le circostanze.

Eppure la domanda era sempre la stessa.

Il sistema sta ancora svolgendo il lavoro per cui è stato realizzato?

Da questa domanda nasce Sito Fermo.

Una domanda da portare con sé

La prossima volta che qualcuno ti proporrà un aggiornamento, una migrazione o una modifica del tuo sito, non fermarti soltanto a ciò che vedi.

Ricorda che sotto quella superficie esiste un ecosistema.

Non serve conoscerlo in ogni dettaglio.

Ma vale la pena rispettarne la complessità.

Perché un sito che genera valore non si protegge soltanto quando qualcosa si rompe.

Ogni cambiamento modifica l’equilibrio dell’ecosistema digitale.

 
La continuità operativa inizia molto prima del problema. Inizia nel modo in cui osserviamo il sistema.

Continuità operativa dei siti web

Quaderno di lavoro sulla Continuità Operativa di un sito web